Il luccio parte 2: Morfologia: la riproduzione.

Il Luccio – parte 2

La riproduzione del luccio

La riproduzione del luccio avviene in inverno, il maschio raggiunge la maturità sessuale verso il 2°/3° anno e le femmine verso il 3°/4° anno.
La femmina del luccio può produrre fino a 20.000 uova per kg di peso corporeo, da questo dato si può capire l’importanza di tutelare i lucci più grossi (in quanto
femmine riproduttrici) e non i “cuccioli” come fanno la maggior parte degli obsoleti regolamenti in materia, con l’obbligo della famosa misura minima.
Facciamo un esempio: una femmina di 10 anni può arrivare a pesare oltre 10 kg (e superare i 100 cm di lunghezza), quindi potrebbe deporre circa 200.000 uova, un vero e proprio ripopolamento!
I maschi solitamente arrivano nelle zone riproduttive prima delle femmine, scegliendo preferibilmente ambienti in cui abbonda la vegetazione sommersa ed emergente come gli erbai o i canneti, solitamente in acque basse.

In questo periodo può capitare di vedere i maschi formare piccoli branchi, un comportamento inusuale per il luccio.
Durante il periodo della riproduzione il luccio si alimenta in modo incostante o scarso.
Il periodo della riproduzione avviene tra i mesi di gennaio e aprile, quando il pesce percepisce il giusto fotoperiodo e la temperatura dell’acqua scende al di sotto
dei 10 C. Questo periodo comunque è molto flessibile e viene influenzato anche da altri fattori ambientali e climatici.
Generalmente le uova vengono deposte in acque pulite e ricche di vegetazione; vengono fatte aderire alle piante acquatiche grazie a dei filamenti adesivi, in assenza di vegetazione possono essere deposte su rocce o tronchi sommersi. Verranno successivamente fecondate dal maschio, o da più maschi.
La schiusa delle uova avviene dopo circa tre settimane e la percentuale di sopravvivenza dei neonati è molto bassa. In pochi giorni il sacco vitellino, unica fonte di nutrimento del piccolo luccio è completamente assorbito, e si iniziano subito a manifestare i primi istinti predatori verso piccoli crostacei, larve e altri piccoli pesci.

Altre informazioni su questo predatore qui… (parte 1)

Nei primi mesi di vita


Nei primi mesi la voracità del luccio è molto accentuata, così come il suo tasso di accrescimento, questa rapida crescita è indispensabile per permettere la sopravvivenza della specie, infatti il piccolo luccio è una specie predata da altri pesci, nonché di uccelli predatori come i cormorani, crescere velocemente lo toglierà in fretta da queste situazioni pericolose.
La giusta temperatura e l’ambiente adeguato sono fattori fondamentali perchè possa avvenire la riproduzione di questa specie, infatti, tra i fattori che stanno
determinando una riduzione della presenza del luccio nelle nostre acque, ci sono proprio l’inquinamento (sversamenti di sostanze chimiche, prodotti inquinanti, pesticidi agricoli), le temperature elevate dovute ai cambiamenti climatici, e un’errata gestione delle acque da parte degli enti preposti, che alterando rapidamente i livelli idrici di laghi e fiumi modificano l’habitat del luccio, rendendolo inospitale e rendendo spesso inagibili le zone adatte alla riproduzione.
Un altro problema causato dall’erronea gestione delle acque è dato dalla cementificazione delle sponde, questa importante alterazione riduce o azzera i ripari naturali in cui normalmente stazionano questi pesci e di conseguienza può far scomparire i “letti di frega” dove l’esocide va a riprodursi.
Nei casi più estremi queste situazioni interagiscono così negativamente sulla riproduzione del luccio, da far “saltare” completamente l’annata di riproduzione, con ripercussioni pesantissime sulle future generazioni. Queste problematiche, unite alla pesca indiscriminata da parte di bracconieri e pescatori di professione, stanno facendo si che in alcune acque italiane il luccio stia andando in pericolo di estinzione.
Per saperne di più…
Adriano Marini


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