Il luccio parte 1: Morfologia: descrizione e abitudini di questo predatore.

Il luccio – parte 1

IL LUCCIO parte 1 – Morfologia

Il Re dei predatori d’acqua dolce

Mi piace definire il luccio il RE dei predatori d’acqua dolce, con il suo muso a punta e la mascella inferiore grossa e prominente, il luccio è un pesce di facile
identificazione. La testa imponente, i grossi denti affilati e le sue grosse dimensioni sono le caratteristiche principali di questa “macchina da guerra”.
Queste peculiarità affascinano da sempre i pescatori di mezzo mondo. Il suo nome scientifico è ESOX LUCIUS, famiglia degli ESOCIDI, ordine degli ESOCIFORMI.
Gli esociformi sono caratterizzati dall’avere una sola pinna dorsale, il corpo è di forma affusolata e snella e la sua livrea mimetica è pari ad un’impronta digitale,
unica per ogni pesce, inoltre cambia a seconda della sottospecie, dell’età e dell’ambiente in cui vive. E’ interamente ricoperto da piccole squame cicloidi e le pinne dorsali e anali sono vicine alla coda, in posizione molto arretrata.
E’ un pesce che vive circa 15 anni, la femmina può raggiungere un massimo di 140 cm di lunghezza (100 cm per il maschio) e superare i 20 kg di peso.
Il luccio è diffuso in gran parte dell’emisfero boreale e predilige le acque ferme dei laghi e quelle lente dei grossi fiumi di fondo valle, dei canali o delle lanche.
La sua caratteristica più evidente è la grossa testa. E’ di forma piatta e allungata con un’enorme bocca dotata di circa 700 denti, alcuni lunghi e dritti posizionati
ai margini delle mascelle e altri più piccoli, dalla forma ad uncino rivolta verso l’interno, posizionati su tutta la lingua ed il palato (hanno lo scopo di impedire
che la preda sfugga di bocca). La bocca grossa e potente gli è indispensabile per predare pesci, mammiferi e rettili, i grossi denti laterali, lunghi e appuntiti, sono anche taglienti lateralmente (sono questi che generalmente tagliano i nostri cavetti).

Azione predatoria


La particolare azione predatoria del luccio fa si che egli svolga una funzione di equilibratore naturale delle varie specie presenti nel suo ecosistema.
Infatti questo animale tende a predare principalmente pesci vecchi, malati o feriti. In mezzo ad un branco di pesci il luccio riesce ad individuare ed attaccare quelli
con nuoto anomalo, più lento o irregolare. Questa caratteristica ha il duplice effetto di risparmiare energie evitando di correre dietro a pesci in salute e quindi
veloci, e di migliorare la qualità genetica della specie predata (selezionando le prede più deboli, fa si che rimangano e si riproducano solo gli esemplari più validi
e più forti).
Recenti studi identificano una specie autoctona di luccio, detto Esox Cisalpinus o Esox Flaviae, di conseguenza in Italia si contano due specie di luccio: il luccio
Italico, e l’Esox Lucius, alloctono di importazione detto anche Northen Pike, ovvero luccio del Nord Europa. Il Northen Pike è la specie di luccio più diffusa al mondo,
presente in tutta Europa, nei paesi dell’est e nel nord america. In moltissime acque italiane popolate dall’ormai raro luccio italico, l’introduzione del Northen Pike
ha generato ibridi la cui livrea è un mix tra la “marmorizzata” dell’Italico e quella a “spot” semicircolari del Northen Pike, creando un ampia varietà di livree
veramente uniche.
Continua…
Per saperne di più…

Adriano Marini


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